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Meniscectomia, quando è necessario l’intervento?

16 Aprile 2019
Meniscectomia Dott Davide Bertolini

La vita moderna ci vuole sempre più attivi e dinamici: lavoro, sport e tempo libero sono gli ambiti nei quali ci muoviamo ma bisogna fare attenzione. È fondamentale capire quando rallentare i ritmi per salvaguardare le nostre articolazioni, soprattutto quella del ginocchio, da lesioni o traumi. Ce ne parla il dottor Davide Bertolini, <primario… presso>

 

Il ginocchio, fondamentale per la deambulazione, sostiene, assieme alle altre strutture scheletriche e articolari degli arti inferiori, il peso del corpo. Sebbene robusto, le seguenti condizioni possono lederlo:

  • eccesso di attività sportiva
  • movimenti estremi compiuti senza un adeguato riscaldamento
  • attività lavorative faticanti
  • una continua e metodica assunzione di posizioni non naturali
  • traumi improvvisi

Tra le zone maggiormente esposte alle conseguenze di una lesione, vi sono i menischi.

 

I menischi: cosa sono?

I menischi sono dei cuscinetti di tessuto cartilagineo. Adagiati sul piatto tibiale, svolgono le seguenti funzioni:

  • ridurre l’attrito tra femore e tibia
  • assorbire gli urti dovuti alla corsa o alla camminata
  • permettere una perfetta sovrapponibilità dei capi ossei dell’articolazione
  • limitare la rotazione del ginocchio

Ogni ginocchio ne ha due, uno interno (mediale) e uno esterno (laterale). Quando una lesione o una serie di microtraumi li danneggiano possono insorgere dolore, gonfiore, difficoltà o incapacità nei movimenti.

 

Lesione ai menischi: come intervenire

«Le lesioni ai menischi – spiega il dottor Bertolini – nei più giovani, sono causate generalmente da traumi acuti conseguenti ad attività sportiva svolta in maniera scorretta o a eccessi nella sua pratica, mentre, nei più anziani sono solitamente di tipo degenerativo o infiammatorio.»

L’approccio terapeutico è differente a seconda dell’età e del tipo di lesione. Nei più anziani si predilige una cura di tipo conservativo, volta a salvaguardare l’articolazione e il menisco nella sua interezza, ma nei più giovani, la via chirurgica è, solitamente, la più praticata. «L’obiettivo resta sempre e comunque – afferma l’ortopedico – quello di preservare il menisco in modo da mantenere nell’articolazione la maggior quantità possibile di tessuto nativo. Per questo motivo l’intervento, eseguito in artroscopia, avrà come scopo la sutura o la rimozione della sola porzione danneggiata. La Meniscectomia, l’asportazione in toto del menisco rotto, resta sempre la soluzione estrema.»

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