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Artrosi al ginocchio: è sempre necessaria la protesi?

22 Marzo 2019
Artrosi al ginocchio Dot Davide Bertolini

Oltre 28.000 interventi di protesi di ginocchio eseguiti nel 2018. Sono questi i numeri della chirurgia protesica di ginocchio secondo i dati ufficiali del Registro Italiano Artro-Protesi. Ad entrare in sala operatoria non sono solo anziani ma, più spesso, anche over50. E’ sempre necessario l’intervento di protesi? Risponde il dottor Davide Bertolini, <ortopedico/specialista … presso… >.

 

A una domanda così diretta, non sempre la risposta può essere altrettanto diretta. Valutare caso per caso, invece, è sempre necessario in modo da proporre al paziente la soluzione giusta in base alle proprie esigenze e aspettative dopo l’intervento. «La soluzione chirurgica più efficace, in caso di artrosi al ginocchio, prevede l’impianto di una protesi a sostituzione delle parti anatomiche danneggiate dall’usura della cartilagine e dell’osso – spiega il dott. Bertolini –. Rispetto ai primi interventi eseguiti circa 40 anni fa, oggi l’impianto di una protesi è mininvasivo, più rispettoso della fisionomia articolare e, grazie ai nuovi materiali con cui sono costruite le protesi, anche molto più sicure e longeve, basti pensare che una protesi può durare anche fino a 20 anni. La complessità dell’intervento dipende soprattutto dall’usura dell’articolazione – continua l’esperto -. Non sempre però è necessario intervenire sostituendo l’articolazione completa. Talvolta, basta sostituire solo la parte danneggiata con una piccola protesi chiamata monocompartimentale. Uno dei grandi vantaggi di queste protesi moderne, infatti, è proprio limitare l’invasività, grazie a piccole protesi “salva ginocchio” che rimpiazzano solo le parti ossee e cartilaginee danneggiate senza toccare quelle sane. A seconda che vadano a sostituire la parte terminale interna dell’articolazione o quella esterna, vengono dette, rispettivamente, “mediali” o “laterali”. Invece, quando il danno coinvolge l’intera articolazione, è necessario l’impianto di una protesi totale, detta “tricompartimentale”, che sostituisce l’intera articolazione del ginocchio».

 

Cosa aspettarsi dopo l’intervento

La protesi monocompartimentale permetta al paziente di recuperare appieno la sensazione e la dinamica della propria articolazione come se il ginocchio non fosse mai stato operato. Tuttavia, dopo l’intervento, è necessaria una mirata attività di riabilitazione, indispensabile per la ripresa motoria e il rinforzo del tono muscolare. «Dopo l’intervento – continua il dottor Davide Bertolini -, nel più breve tempo possibile, il paziente viene seguito da personale esperto nel muovere i primi passi durante il ricovero, così da iniziare a svolgere le più comuni attività quotidiane, come camminare, andare al bagno, sedersi al tavolo e andare a letto. Movimento ed esercizio fisico, che non sovraccarichino però il ginocchio, potranno favorire un più rapido e armonico recupero. Attività sportive come la corsa – conclude l’esperto – non sono consigliate ma altri sport, come ad esempio il nuoto, potrebbero essere considerati anche come parte della terapia riabilitativa stessa».

 

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