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Protesi robotica

15 Gennaio 2019

La chirurgia robotica ha rivoluzionato totalmente il lavoro di chi si occupa di impianto di protesi al ginocchio. I sistemi robotici consentono al chirurgo di apprezzare un ottimo supporto alle proprie scelte.

Tutto parte dall’esame della TAC, a partire dal quale è possibile creare un modello tridimensionale del ginocchio. Il suddetto, assieme ai sensori posizionati sull’articolazione nel corso dell’intervento, permette un posizionamento migliore ottimale della protesi e un bilanciamento efficace.

 

Inoltre, con il braccio robotico è possibile creare l’alloggiamento osseo in cui la protesi andrà a posizionarsi. Con questo approccio tecnico, è possibile ridurre in maniera drastica gli errori di posizionamento dell’impianto protesico, all’origine della maggior parte delle complicazioni post operatorie.

Di riflesso è possibile apprezzare tempi di recupero molto più rapidi rispetto a quelli tipici delle tecniche convenzionali. Notevoli sono anche i benefici riguardanti il dolore post operatorio da compressione, che risulta minore dal momento che durante l’intervento non si utilizza il laccio pneumoischemico alla coscia, mantenendo costante la circolazione del sangue.

 

Il paziente operato al ginocchio con chirurgia robotica può riprendere a camminare nelle prime 24 ore, senza bisogno di ricorrere a farmaci analgesici. Nella maggior parte dei casi (70% circa) non risulta necessaria la degenza riabilitativa. Nell’immediato è però importante dare il via a un percorso di ginnastica con l’ausilio di un fisioterapista di fiducia.